Gestione Documenti Doganali

La dichiarazione doganale non deve essere considerato come un documento finalizzato al solo adempimento degli obblighi tributari bensì come un atto pubblico capace di produrre determinati effetti giuridici che, dopo ricevuto le dovute attestazioni della dogana, diventa atto definitivo che certifica l’avvenuto adempimento di tutti gli obblighi e formalità prescritte in relazione alle singole destinazioni doganali.

Questo aspetto è di fondamentale importanza per capire la delicatezza delle operazioni messe in atto in sede doganale, che sono a tutti gli effetti una manifestazione di volontà del proprietario delle merci: tale manifestazione viene ufficializzata e resa esecutiva dalla dogana attraverso il procedimento comunemente conosciuto come operazione doganale.

Negli ultimi vent’anni il sistema doganale italiano ha vissuto una trasformazione profonda: da un modello fondato su documenti cartacei, timbri e archivi fisici, si è progressivamente passati a una gestione interamente digitale delle dichiarazioni e dei controlli. In questo percorso si collocano due strumenti centrali: il Sistema di Dichiarazione Doganale Unificato (SDDU) e il Cassetto Doganale, oggi punto di accesso per imprese e professionisti ai dati ufficiali delle operazioni di importazione ed esportazione.

Il Cassetto Doganale è reso disponibile dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) attraverso il Portale Unico Dogane e Monopoli, ed è accessibile tramite autenticazione digitale (SPID, CNS o CIE). Esso consente agli operatori economici, identificati mediante codice EORI, di consultare in autonomia le dichiarazioni presentate, i tributi liquidati e lo stato delle operazioni doganali.

Per comprendere il ruolo attuale del Cassetto Doganale occorre ricordare che, fino a non molti anni fa, la bolletta doganale era un documento cartaceo. Le imprese conservavano copie fisiche delle dichiarazioni di importazione/esportazione, necessarie per la detrazione dell’IVA e per eventuali controlli fiscali.

La svolta è arrivata con il processo di digitalizzazione promosso a livello europeo dal Codice Doganale dell’Unione, che ha imposto l’utilizzo esclusivo di sistemi elettronici per lo scambio di informazioni tra operatori e autorità doganali. Con l’obiettivo di creare una dogana europea completamente digitale, interoperabile e trasparente, le vecchie dichiarazioni sono state sostituite da un nuovo modello di dati digitali chiamato EUCDM (European Customs Data Model) che si sostanzia in un tracciato in formato “.xml” che viene trasmesso all’Autorità doganale in via telematica.

In questo contesto è stata sviluppata una nuova architettura dichiarativa culminata nel Sistema di Dichiarazione Doganale Unificato (SDDU). Il SDDU rappresenta il “motore” attraverso cui vengono presentate e gestite le dichiarazioni doganali.

Si tratta quindi di un sistema che uniforma le modalità di presentazione delle dichiarazioni di importazione, esportazione e transito, adotta i modelli dati previsti a livello unionale, elimina definitivamente il formato cartaceo e genera documenti digitali con valore legale.

Grazie al SDDU, la dichiarazione non è più un modulo statico, ma un insieme strutturato di dati che alimenta il sistema doganale europeo. Una volta accettata e lavorata la dichiarazione, il sistema produce i prospetti digitali che diventano consultabili nel Cassetto Doganale. In altre parole il SDDU gestisce e valida la dichiarazione e il Cassetto Doganale consente all’operatore di visualizzarla e scaricarla.

La dichiarazione doganale si dematerializza e l’operatore economico non riceve più il documento DAU. Per visualizzare i dati della stessa, dovrà accedere al proprio “Cassetto Doganale” sul Portale Unico Dogane e Monopoli (PUDM).

Il Cassetto Doganale non è soltanto un archivio, ma una vera area di monitoraggio delle operazioni. Tra i principali documenti e dati consultabili vi sono:

Dichiarazioni di importazione

– Dati completi della dichiarazione
– MRN (Movement Reference Number)
– Stato dello svincolo
– Eventuali rettifiche o revisioni

Dichiarazioni di esportazione

– Dati della spedizione
– Ufficio doganale competente
– Esito dei controlli
– Prova di uscita della merce dal territorio unionale

Prospetto di riepilogo ai fini contabili

Documento digitale che sostituisce la tradizionale bolletta cartacea di importazione. È il documento rilevante ai fini della registrazione contabile e della detrazione dell’IVA.

Prospetto sintetico della dichiarazione

Riepilogo strutturato dei dati dichiarativi, utile per verifiche interne e controlli amministrativi.

Liquidazione dei tributi

– Dazi doganali
– IVA all’importazione
– Altri diritti doganali
– Modalità di pagamento

Stato delle operazioni

Informazioni su controlli documentali o fisici, svincolo della merce, eventuali sospensioni

Plafond esportatori abituali

Monitoraggio del plafond IVA disponibile e utilizzato, con riferimento alle dichiarazioni d’intento.

Tutti i documenti sono scaricabili in formato digitale e hanno valore legale, in quanto generati dal sistema informatico dell’amministrazione doganale. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’IVA all’importazione. Con il nuovo sistema digitale:

– l’imposta è liquidata elettronicamente;
– il prospetto contabile disponibile nel Cassetto costituisce il documento valido per la detrazione;
– l’impresa può verificare in tempo reale la corrispondenza tra importi dichiarati e registrazioni contabili.

Questo riduce il rischio di errori e facilita eventuali controlli da parte dell’amministrazione finanziaria.

Dal punto di vista organizzativo, il Cassetto Doganale favorisce una maggiore integrazione tra ufficio amministrativo, consulente doganale e revisore, migliorando il controllo interno e la gestione del rischio.

L’introduzione del SDDU e del Cassetto Doganale ha modificato il rapporto tra operatore economico e autorità doganale. Se in passato l’impresa dipendeva quasi esclusivamente dallo spedizioniere per ottenere copia delle bollette e informazioni sulle operazioni, oggi può accedere direttamente ai propri dati ufficiali. Si afferma così un modello di “compliance digitale”, in cui l’impresa non è solo soggetto passivo del controllo doganale, ma parte attiva nella verifica dei propri dati.

 

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