Territorio Doganale Dell’UE

Il territorio doganale dell’UE non coincide esattamente con la somma dei territori che fanno parte del territorio geofisico della Comunità.

Infatti alcune zone rientranti nei diversi territori nazionali sono escluse dal territorio doganale comunitario, mentre altri territori che non fanno parte del territorio geofisico della Comunità sono considerati a tutti gli effetti all’interno del territorio doganale comunitario.

Oltre ai 27 paesi costituenti l’Unione Europea, sono compresi nel territorio doganale comunitario:

a) territori austriaci di Jungholz e Mittelberg

b) Principato di Monaco

c) Repubblica di San Marino

d) Dipartimenti d’Oltremare francesi (DOM – Martinica, Guadalupa, Guyana francese e Reunion))

e) Isola di Man (Gran Bretagna)

f) Isole Canarie (Spagna)

I territori facenti parte del territorio geofisico della Comunità ma non rientranti nel territorio doganale comunitario sono:

a) Isole Faeroer (Danimarca)

b) Groenlandia

c) Isola di Helgoland (Germania)

d) Territorio di Busingen (Germania)

e) Ceuta e Melilla (Spagna)

f) Territori d’oltremare francesi (TOM – Polinesia francese, Wallis e Futuna, Nuova Caledonia, isole antartiche ed australi francesi) e Collettività Territoriali di Mayotte, di St. Pierre e Miquelon.

g) Livigno e Campone d’Italia

h) acque nazionali italiane del Lago di Lugano (tra Ponte Tresa e Porto Ceresio)

Quando si devono raggiungere territori di paesi membri della UE che non fanno parte del Territorio continentale dell’Unione Europea, la merce deve essere accompagnata dal documento T2L/T2LF, che attesta la libera circolazione delle merci nell’Unione Europea.

All’interno della catena di approvvigionamento, rivestono una particolare importanza le cosiddette zone franche.

L’elemento fondamentale che caratterizza la zona franca integrale è la sua posizione fisica rispetto al territorio doganale dell’Unione Europea; le zone franche integrali sono ubicate fuori da tale territorio quindi godono di un vero e proprio regime di extraterritorialità doganale, anche se politicamente fanno parte degli Stati interessati.

Oltre ad una particolare legislazione fiscale, l’extraterritorialità doganale comporta l’esenzione daziaria sulle merci immesse in consumo entro tali zone. Esistono zone franche integrali in vari Paesi della Comunità come il territorio di Busingen in Germania, Ceuta e Melilla per la Spagna, Livigno e Campione d’Italia per l’Italia, ecc.

Queste zone franche preesistevano alla creazione della Comunità e sono state mantenute dai trattati di adesione. Le zone franche di diritto comunitario (o comune) sono invece caratterizzate dal fatto dentro il territorio doganale comunitario, e perciò godono di una extraterritorialità solo fittizia.

Tale finzione giuridica di extraterritorialità doganale conferisce alcune peculiarità che si possono indicare schematicamente in alleggerimento di formalità doganali e godimento di alcuni benefici fiscali. Nell’Europa comunitaria sono già istituite ed operanti zone franche, cosiddette di diritto comune, come ad esempio:

a) Copenaghen (Danimarca);

b) Brema, Cuxhaven, Emden, Amburgo e Kiel (Germania);

c) Candia, Pireo e Salonicco (Grecia);

d) Barcellona, Cadice e Vigo (Spagna);

e) Rigaskiddy e Shannon (Irlanda);

f) Madeira e Sines (Portogallo);

g) Birmingham, Liverpool e Southampton (Gran Bretagna);

h) Trieste e Venezia (alle quali si aggiungeranno Genova e Napoli, Italia).

LE REGIONI ULTRAPERIFERICHE

L’Unione europea sostiene lo sviluppo delle sue regioni più remote, note come regioni ultraperiferiche (o RUP), ossia Guadalupa, la Guyana francese, Riunione, Martinica, Mayotte e Saint-Martin (Francia), le Azzorre e Madera (Portogallo) e le isole Canarie (Spagna).

Tale sostegno, con base giuridica negli articoli 349 e 355 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), mira a compensare gli ostacoli derivanti dalla lontananza geografica di tali regioni.

Parte del territorio di alcuni Stati membri dell’UE si trova in aree del pianeta lontane dall’Europa.

Tali regioni, note come regioni ultraperiferiche, si trovano ad affrontare una serie di difficoltà legate alle loro caratteristiche geografiche, in particolare la lontananza, l’insularità, la superficie ridotta, nonché la topografia e il clima difficili. La loro economia dipende da alcuni prodotti (si tratta spesso di prodotti agricoli o di risorse naturali).

Tali caratteristiche rappresentano un ostacolo per il loro potenziale di sviluppo futuro.

Attualmente le regioni ultraperiferiche sono nove:

— cinque dipartimenti d’oltremare francesi: Martinica, Mayotte, Guadalupa, la Guyana francese e Riunione;
— una comunità d’oltremare francese: Saint-Martin;
— due regioni autonome portoghesi: Madera e le Azzorre;
— una comunità autonoma spagnola: le isole Canarie.

Occorre sottolineare che le regioni ultraperiferiche non corrispondono ai paesi e territori d’oltremare dell’UE. Vi sono infatti 13 paesi e territori d’oltremare che presentano legami costituzionali con Danimarca, Francia e Paesi Bassi, ma che non fanno parte del mercato unico e devono pertanto adempiere agli obblighi commerciali stabiliti per i paesi terzi, in particolare per quanto riguarda le norme di origine, le norme sanitarie e fitosanitarie e le misure di salvaguardia.

L’articolo 355 TFUE permette al Consiglio europeo di modificare, su iniziativa dello Stato membro interessato, lo status di un determinato paese o territorio d’oltremare danese, francese o olandese (ossia le regioni ultraperiferiche o i paesi e territori d’oltremare) senza dover modificare il trattato.

Fino alla fine del 2011, ad esempio, l’isola di Saint Barthélemy era una regione ultraperiferica dell’UE, ma nel 2012 è diventata un territorio d’oltremare.

Il caso opposto si è verificato invece nel 2014 con Mayotte, che, con decisione del Consiglio, ha cambiato il proprio status passando da territorio d’oltremare a regione ultraperiferica.

 

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